4 notti di fine estate, 4 serate di concerti ed esplorazioni musicali, 4 giorni di socialità, cibo e buona birra.
FDBfestival/Records /Willie Peyote

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Willie Peyote

Guglielmo Bruno di Torino, classe ’85.
Willie Peyote e s’è già detto tanto con questo nome di battesimo d’artista: Wile E. Coyote per assonanza, che poi è Willie di Guglielmo e Peyote, beh, di Peyote.
Figlio d’arte e voce del Funk Shui Project, con cui nel 2014 pubblica l’album omonimo, Willie ha sperimentato vari generi musicali per poi dirigersi verso il rap dal 2004 e fondare la crew S.O.S. Clique. Con loro pubblica diversi demo e un EP, L’erbavoglio nel 2008.
Il primo album solista, “Il manuale del giovane nichilista” è del 2011 ed è già Willie, un po’ al di là dell’hip-hop classico nelle sonorità, un po’ ancora dei cliché del rap nei testi cinici, autoironici e d’affilata denuncia sociale.
Due anni dopo esce “Non è il mio genere, il genere umano” e nel 2015 “Educazione Sabauda”, disco che lancia definitivamente Willie, che ne disegna la silhouette di attento profilatore di umani e di artisti.
L’album è un rebus di citazioni di grandi nomi del rap, del rock e della canzone italiana d’autore e gli vale un’ospitata da Fazio a Che Tempo che Fa. Se la gioca bene, lo sconosciuto e indipendente Willie Peyote che col singolo “Io non sono razzista ma…” fa arricciare il naso di Maurizio Belpietro per aver accusato di xenofobia l’Italia intera in prima serata.

«Una delle più grandi gioie della mia vita, fare incazzare Belpietro».
Con Sindrome di Tôret nel 2017 Willie Peyote realizza in note la connessione ipotetica delle sue tante anime musicali: punk, funk, jazz, rap, in un mosaico che rende brani carichi di testo, fischiettabili.
Sindrome di Tôret dipana una matassa di questioni molto serie, tessute con una trama leggera, un acume che ti fanno venire voglia di riderci su.
Insofferente, provocatorio, un album sulla libertà di espressione, sui labirinti mentali di una società, che poi è la sua, che poi è la nostra.
La sindrome di Tourette è una condizione neurologica che da tic verbali e ti impedisce di controllare ciò che dici e tôret sono le fontanelle di Torino che versano acqua h24. Quelle sono come Willie che è come quelli con la sindrome di Tourette: “tengono mai la bocca chiusa”. E ce la viene a dire a Fabrica di Roma Willie Peyote, con la sua sindrome da live show incredibili. Per l’ultima serata FDB Festival 2018, Willie Peyote porta le sue sonorità caleidoscopiche sul palco delle Vallette, che puoi sentircene di tutti i colori, ma hanno la forma della buona musica.


 

26 AGOSTO 2018 | FABRICA DI ROMA (VT)
🎺 The Zen Circus + Willie Peyote 🎸 5 € + d.p.
TEL 📞 391 3081600
INFO 👉 https://www.fdbfestival.it
Free Camping | Food and Beverage interno Festival
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Written By: Valentina Desideri

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